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Numero Verde CEDIM

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L'Ulss 4 Alto Vicentino è stata condannata a risarcire la famiglia di un paziente, morto per intervento chirurgico, per oltre un milione di euro.

Muore in ospedale, maxi risarcimento da 1 milione di euro alla famiglia

"Inadeguata assistenza post intervento". L'Ulss 4 Alto Vicentino «è stata condannata dal Tribunale di Verona a risarcire la famiglia di un paziente, morto in seguito a un intervento chirurgico, per oltre un milione di euro. Non onorando l'obbligo imposto dalla sentenza i parenti si sono visti costretti a pignorare l'azienda ospedaliera». Ad affermarlo l'associazione di tutoring per le vittime di malasanità 'Obiettivo Risarcimento'.

«Si tratta - ricostruisce l'associazione - della vicenda di un 55 enne di Schio (Vicenza) deceduto all'ospedale locale, che fa parte dell'azienda Ulss 4 Alto Vicentino, a seguito di un intervento programmato per l'asportazione della tiroide resosi necessario per la formazione di un gozzo. La moglie e i giovani figli della vittima, decisi a indagare sulle ragioni del decesso del loro congiunto, sono giunti a sottoporre il caso al giudizio della magistratura del Tribunale civile di Verona, che già nel settembre 2016 ha condannato in primo grado l'azienda ospedaliera al risarcimento dei danni subiti dai familiari quantificati in una somma superiore al milione di euro».

«La perizia medico legale eseguita dal consulente incaricato dal Tribunale ha ricondotto il decesso del paziente a un'inadeguata assistenza post intervento, individuando una responsabilità in capo ai sanitari dell'ospedale di Schio per non aver tempestivamente percepito il mancato funzionamento dei drenaggi, a cui sono seguiti episodi di difficoltà respiratoria gravi a tal punto da determinare l'asfissia e l'arresto cardiaco del paziente». 

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«La consulenza medico-legale e i ricorsi proposti - spiega Paolo Simioni, amministratore di Obiettivo Risarcimento, che ha seguito la vicenda - hanno consentito ai familiari di far luce su quanto accaduto. Il percorso giudiziale appena completato, infatti, è significativo in quanto, non solo può essere definito come un antesignano rispetto alle nuove regole stabilite dalla recente Legge Gelli, ma si è potuto concludere con tempistiche certamente più celeri di quelle richieste da una causa ordinaria». L'iter intrapreso dalla famiglia, tuttavia, non si è ancora concluso, fa sapere l'associazione.

«La struttura vicentina, infatti, non ha provveduto a onorare il risarcimento. L'avvocato Umberto Vianello del Foro di Venezia, a cui i familiari del defunto si erano rivolti affinché li seguisse nella richiesta di risarcimento, è stato quindi costretto, proprio in queste settimane, a procedere col pignoramento dei conti correnti intestati all'azienda ospedaliera». «Questo è un caso esemplare, e non l'unico in Italia - conclude Simioni - speriamo che i cittadini possano ora contare su una riforma che chiarisca definitivamente gli obblighi assicurativi collegati alla sanità italiana e che contribuisca a dare maggiori certezze ai diritti dei malati in un rinnovato e rafforzato rapporto medico-paziente». 


Mercoledì 13 Settembre 2017, 15:09

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